Passa ai contenuti principali

Chanel HCSS26

 






Uccello su un fungo
ho visto la bellezza d'un colpo
poi è andata, volata via.



L'haiku da cui Matthieu Blazy ha tratto ispirazione contiene l'intero senso del suo ultimo lavoro: la bellezza sta nell'evanescenza, più che nella pesante permanenza. Da questo concetto, si sviluppa la sua prima collezione Haute Couture, presentata, come sempre per Chanel, al Grand Palais, questa volta trasformato in un bosco di salici rosa e funghi. In un tentativo di ascesa che dalla terra guarda al cielo, Blazy rappresenta funghi, prati e poi cieli, usignoli, pavoni, piccioni e corvi. Le silhouette non sono esagerate, non ci sono gown, non ci sono stravaganze. Una successione di look dal taglio quotidiano che ripristinano l'idea di couture, in primo luogo pensata per indicare qualcosa che è fatto su misura. 




La chiave della collezione è la luminosità, ottenuta grazie alla rotazione di tessuti flou in colori pastello, mediante l'uso di materiali progressivamente più leggeri, dall'organza allo chiffon. Ma vera protagonista è stata la seta mousseline, un filato naturale molto pregiato, così sottile che ricamarvi sopra sembra impossibile. Una sfida ovviamente superabile e superata dalla manifattura Chanel che è riuscita a incastonarvi gemme, perle, ricami dal tema fungino e aviario. È riuscita, addirittura, a crearne delle borse dalle quali pendono lettere d'amore di mousseline ricamate, portate anche dalle mani di alcune modelle. Persino il tweed è ricreato sulla seta e motivi in pizzo sono incastonati in strati di tessuti che si velano a cascata.








Nei look più aviari le piume non sono reali, sono descritte da pezzi di tessuto tagliato a formare tentacoli, la cui verticalità ricorda quello delle gonne tulipano della collezione Métiers d'Art. Giunti a commentare la sua terza collezione, possiamo già notare alcuni elementi distintivi nel design pensato dal direttore belga per Chanel: lavorazioni invisibili, gioielli incastonati sul nero, batuffoli di fiori al ginocchio, almeno un omaggio alle flapper girls in filamenti di perline e ragnatele di gemme minuscole. Lo sfrangiato e lo sfilacciato tipicamente Haute Couture Chanel, qui presente come pure in Lagerfeld, a cui questa collezione si rifà più che le precedenti. Un breve richiamo anche a Viard, grande valorizzatrice del rosso Chanel. Persino il solito bicolore delle calzature bianco-nere è variato con toni del rosso. Il tema fiabesco è ripreso dai funghi sul tacco. Familiare anche il look giallo-nero con perline dall'aspetto del caviale ricamate a mano sulla seta, tanto piccole da sembrare stampate. Tra gli altri tessuti, cotone, jersey e addirittura rafia in una sorta di abito di vimini a sua volta impreziosito da fiori di stoffa assemblati e incastonati sulla griglia. 










Lo sguardo al microscopio sui capi di Blazy conferma ancora una volta la sua attenzione alla lavorazione.



 Tra i look, anche un jeans trompe-l'oeil realizzato interamente in mousseline, quel "denim democratico" immancabile nelle collezioni di Blazy sin dai suoi esordi in Bottega Veneta, avvistato anche nel primo look Métiers d'Art 2026. E in effetti molte critiche sono state mosse al design, un po' troppo quotidiano, secondo alcuni, per essere alta moda. Se l'idea che muove i detrattori è che questa collezione, così incentrata sulla manifattura, non ha niente a che fare col couture ma piuttosto coi Métiers d'Art e con la valorizzazione della lavorazione più che del design, noi possiamo affermare che questa collezione, in verità, fa un passo in più. Non si limita a celebrare il virtuosismo artigianale della maison, ma crea una ricerca concettuale: la vaporosità della realtà, del corpo, sotto al velo della fiaba e della luce. I tessuti leggeri legano il fiabesco al sensuale, elegantemente suggerito dall'underwear a vista. Tutto è incentrato sullo svelamento del corpo non mediante l'aderenza o la trasparenza, ma mediante l'adattabilità del tessuto al movimento, come se l'abito fosse membrana dell'organismo. Ed è questo il vero senso dell'Haute Couture.





Commenti

  1. Probabilmente le matrone di cui si lamentava Seneca indossavano seta mousseline, ahah!

    RispondiElimina

Posta un commento

Post popolari in questo blog

La Famiglia - Vernissage di un nuovo Gucci

La Milano Fashion Week in partenza dal 23 settembre 2025 è una delle più attese. Infatti, salutata come la settimana dei debutti, svelerà le prime creazioni di Dario Vitale per Versace, di Louise Trotter per Bottega Veneta, di Simone Bellotti per Jil Sander. Bisogna evitare di deludere raccogliendo l'eredità, innovando, sorprendendo, ma allo stesso tempo bisogna vendere. In una fase del fashion system in cui un direttore creativo viene sostituito prima che la sua visione possa fermentare, è importante rendere comprensibili e imporre con decisione i propri propositi sin dal principio. Nel primo risveglio d'autunno, sul profilo Instagram di Gucci sono stati postati i 41 look della prima collezione ideata da Demna, ex direttore artistico di Balenciaga, e, a partire da luglio 2025, nuovo direttore artistico di Gucci. L'esordio in Gucci di Demna era atteso per il febbraio del 2026. La collezione, infatti, non verrà presentata in passerella, ma con un evento che si terrà domani a...

Fashion live sketching - il sogno di Valentina Festa

Photo courtesy of Valentina Festa   Disegno, moda, progettazione, performance; riproduzione e narrazione. Tutto questo confluisce in un’unica arte: il fashion live sketching. Una delle meno conosciute in ambito moda, la figura del live sketcher è presente a eventi e feste per illustrare sul momento figurini dei look degli invitati. Una forma di cristallizzazione molto particolare che restituisce una fotografia filtrata dallo sguardo del creatore. È questo il lavoro di un giovane talento, Valentina Festa, 25 anni, studentessa di Fashion Design a Napoli. Le sue creazioni conservano tutto il carattere fanciullesco da cui muove la sua storia artistica e sono un perfetto esempio di come in quest’arte l’esercizio si mescoli con l’imprevedibile. Punto di partenza, l’innata passione per il disegno. Valentina ha mosso le mani sui fogli a partire dai suoi tre anni e la sua nonna conserva ancora le prime prove. Ma nonostante l’inclinazione artistica, dopo il diploma al liceo linguistico, ha...

CHANEL SS26

  Per il défilé della collezione Spring/Summer 2026, Chanel ha acceso un planetario luminescente all'interno del Grand Palais. Nel buio, la passerella nera specchiata rifulgeva del riflesso dei pianeti e, in altri tratti del percorso, di sottili scie galattiche.  La creazione di ambienti esagerati e spaziali non è cosa nuova per Chanel. Per la scenografia del RTW Fall / Winter 2017, presentato sempre nel Grand Palais, lo stesso Karl Lagerfeld aveva pensato ad un razzo bianco che è addirittura decollato a fine show. Ed anche la sfilata di quest'anno avrebbe segnato un lancio. L'ultima dell'ultimo giorno della Paris Fashion Week, è stata forse la più attesa di questa stagione perché avrebbe dato avvio ad una nuova fase, col debutto del nuovo direttore creativo Matthieu Blazy.   In 115 anni di collezioni, la maison ha sempre ideato capi immediatamente riconoscibili. Certo, ci sono delle costanti, dei codici distintivi. Ma mi sono sempre domandata per quale ineffabil...