Disegno, moda, progettazione, performance; riproduzione e narrazione. Tutto questo confluisce in un’unica arte: il fashion live sketching. Una delle meno conosciute in ambito moda, la figura del live sketcher è presente a eventi e feste per illustrare sul momento figurini dei look degli invitati. Una forma di cristallizzazione molto particolare che restituisce una fotografia filtrata dallo sguardo del creatore. È questo il lavoro di un giovane talento, Valentina Festa, 25 anni, studentessa di Fashion Design a Napoli. Le sue creazioni conservano tutto il carattere fanciullesco da cui muove la sua storia artistica e sono un perfetto esempio di come in quest’arte l’esercizio si mescoli con l’imprevedibile.
Punto di
partenza, l’innata passione per il disegno. Valentina ha mosso le mani sui
fogli a partire dai suoi tre anni e la sua nonna conserva ancora le prime prove.
Ma nonostante l’inclinazione artistica, dopo il diploma al liceo linguistico,
ha frequentato per un anno la facoltà di Lingue, prima di rendersi conto di non
essere sulla strada giusta per lei. Così, nel 2020, ha cominciato a dedicarsi
alla creazione di bozzetti di moda e ha cambiato il suo percorso di studi, tutt’ora
in corso.
Dal suo
profilo Instagram, una specie di portfolio digitale, emerge un percorso metamorfico
di stili e tentativi coerenti. Salendo dai primi disegni ai più recenti, si
osservano varie fasi ma lo stacco non è mai troppo netto. Valentina, nelle sue
prove, non si è sganciata da un modello per sostituirlo col successivo. Sembra,
piuttosto, che il modello precedente venga sempre inglobato in un nuovo risultato.
E lei ha confermato di non aver lasciato indietro nessuna parte di sé: “se
guardo i disegni di oggi, rivedo quelli che mia nonna conserva nel suo cassetto
di quando avevo circa tre anni. Nonostante lo stile sia mutato, l’essenza è la stessa”. E l’essenza sta, forse, nei tratti sognanti. Nei disegni del
2020/21, primo periodo della sua creazione artistica, è preponderante la
presenza di palette pastello. I toni del lilla, del rosa, dell’azzurro le
permettevano di ricostruire il mondo della sua infanzia, proprio quello da cui
ha tratto maggiore ispirazione. Sono stati importanti i cartoni animati
giapponesi degli anni ’80 e ’90 perché è grazie a questi se si è avvicinata al
disegno. Tra le sue eroine, le Winx. Flora su tutte. E “nell’infanzia”, dice, “ho
trovato un baule pieno di ispirazione. Mi piacciono quei tessuti che sanno di
sogno: i tulle, le sete, quei tessuti impalpabili e trasparenti, che sibilano,
scivolando, che danno l’idea delle nuvole e dei petali di fiori”.
Utilizzando strumenti grafici diversi come pennarelli e matite colorate, riesce a ricreare su carta questa grande varietà di tessuti. Valentina ha imparato anche i tratti più tecnici dell’astrazione, quelli che servono agli addetti ai lavori. Corredando di plat e schede tecniche alcuni bozzetti, ha immaginato look che sono poi stati realizzati dalle sue colleghe per alcuni progetti accademici.
Per i
bozzetti più dettagliati, il tempo
di realizzazione ammonta a circa un’ora, anche più, ma quelli che realizza agli eventi sono molto veloci. In cinque
minuti e poche linee riesce a immortalare la storia fulminea di un attimo, di
uno scambio con l’altro. Ed è forse il lato performativo quello più
impressionante. Disegnare dal vivo è un salto nel vuoto, sia per lei che per il
soggetto ritratto. Il risultato è sempre imprevedibile. “Il bozzetto veloce è quasi fuori del mio controllo: né io né chi mi è
davanti sappiamo quale sarà
il suo aspetto al termine dei cinque minuti. Il pennarello viaggia sul foglio
da solo, la mia mano lo accompagna soltanto”. Alle volte uno sketch che
inizialmente non le piace può
sorprenderla. Anche il più
piccolo dettaglio può cambiare l’insieme. La realizzazione si svolge al di sotto
delle sue mani ed è solo alla fine che la
creazione incorpora la sua essenza. Pur fedele alla realtà, il bozzetto
prodotto ha un’astrattezza e l’arte sta nel mezzo: tra quello che le si è
presentato di fronte e quello che ha disegnato. E la commistione tra il
fiabesco e il reale crea un souvenir irripetibile e unico.
“Lascio un po’ del mio cuore in ogni disegno, e il sorriso di chi riceve il suo bozzetto è un regalo per me”.








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