La Milano Fashion Week in partenza dal 23 settembre 2025 è una delle più attese. Infatti, salutata come la settimana dei debutti, svelerà le prime creazioni di Dario Vitale per Versace, di Louise Trotter per Bottega Veneta, di Simone Bellotti per Jil Sander. Bisogna evitare di deludere raccogliendo l'eredità, innovando, sorprendendo, ma allo stesso tempo bisogna vendere. In una fase del fashion system in cui un direttore creativo viene sostituito prima che la sua visione possa fermentare, è importante rendere comprensibili e imporre con decisione i propri propositi sin dal principio.
Nel primo risveglio d'autunno, sul profilo Instagram di Gucci sono stati postati i 41 look della prima collezione ideata da Demna, ex direttore artistico di Balenciaga, e, a partire da luglio 2025, nuovo direttore artistico di Gucci. L'esordio in Gucci di Demna era atteso per il febbraio del 2026. La collezione, infatti, non verrà presentata in passerella, ma con un evento che si terrà domani a Milano. Il sito della Maison rende noto che i capi saranno disponibili solo dal 25 settembre al 12 ottobre. Sarà possibile acquistarli in dieci boutique nel mondo: a Pechino, Beverly Hills, Londra, Milano, Parigi, Seoul, Shangai, Singapore, Tokyo, New York. Si tratta, quindi, di una collezione limitata e che punta all'esclusività.
La collezione intitolata La Famiglia si configura come un campionario di personaggi stereotipici, incorniciato in una sorta di vernissage digitale. Ogni look ha un titolo. I fashion creator del mondo hanno tentato di fornire spiegazioni e traduzioni di ciascuna etichetta, ma i titoli si rifanno ad un gergo strettamente italiano. Per citare alcuni esempi: l'Incazzata, il Pesantone, la Milanesa, la Sciura, Miss Aperitivo, La Snob, Primadonna.






Da questi primi look, traspare il modo in cui Demna intende intrecciare i motivi tipici della casa all'eredità lasciata dai suoi predecessori. Da un lato ha raccolto i motivi tradizionali come i morsetti, i tagli anni '60, le paillettes e l'inconfondibile logo in doppia G. Ripropone il solito contrasto tra Sprezzatura ed opulenza. Ma d'altro canto è chiaro l'omaggio reso al minimalismo dell'epoca in cui Tom Ford si è occupato della maison e al massimalismo dell'epoca in cui se n'è occupato Alessandro Michele. A quest'ultimo sembra rifarsi con l'impiego delle piume e della bombatura elisabettiana alle maniche del cappotto della Sciura. Non mancano elementi riconoscibili dell'operato di Demna, particolarmente evidenti nel look La Snob e Flora.


Le loro strutture hanno portato tutte le lingue più affilate a porsi una sola domanda: Demna vuole riproporre il suo Balenciaga ma sostituendo il logo?
Non pare sarà così. Anzi, molto rispettoso della casa, sembra aver riproposto, senza innovare in modo significativo, quanto era già stato fatto nel passato, con una sottile vena ironica (si veda Bastardo, Gallerista).


La donna acquisisce potenza in silhouette molto femminili. Esse sono lunghe e voluminose o corte e d'impatto, ma comunque si liberano dalla scorza rigida di Balenciaga. In La Diva, l'unica nota sensuale è data dallo spacco della pelliccia, eppure non la si potrebbe mai definire una mise castigante. Lo stesso vale per La Drama Queen, di cui è bello immaginare il movimento delle piume nonostante la staticità della foto. Tra i volti riconoscibili c’è un'Alex Consani che posa, con le sue gambe chilometriche, indossando una pelliccia animalier strutturata e avvitata da una cintura pendente. Tutto nello scatto La Bomba, anche la scelta degli accessori, contribuisce a consegnare una figura di donna gigantica e comoda. Sicura nel disequilibrio appare anche L'influencer. Lila Moss, invece, è ritratta in stivali, gonna e borsa in ecopelle, un look total black con turtleneck nero intitolato Ragazza.





Grande, Camilla, ti seguo dai tempi di La Stanza!
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